Miracolo e scienza che non vuol vedere

Dal sito Psicologi Psichiatri Cattolici Veneto

Miracolo e scienza che non vuol vedere

Del dott. Daniele Malerba.

Nella Premessa di Giulio Giorello alla traduzione italiana di “Logica della scoperta sclentifica – ll carattere autocorrettivo della scienza” di Karl R. Popper (pubblicato sulla collana di filosofia della Piccola Biblioteca Einaudi nel 2010 per la traduzione di Mario Trinchero) viene ricordata una frase del proscritto di Popper all’opera originale: “voi tutti conoscerete la storia del soldato che scopri che
tutto il suo battaglione (a parte lui, naturalmente) non marciava al passo” notando non solo come Popper  dichiarava di trovarsi “costantemente” nella posizione di quel soldato  ma anche che “quando i membri del battaglione cercano di recuperare [e] questo aumenta la confusione; e siccome non sono un ammiratore della disciplina in filosofia, sono contento finché ci sono abbastanza membri del battaglione che sono sufficientemente fuori passo l’uno rispetto all’altro“.

Ora io non sono un genio come Popper, ma rivendico il diritto, e il dovere, di marciare fuori passo, di pensare che le cose possano essere viste diversamente, di non dare nulla per scontato, di cercare veramente la verità fuori dagli schemi stereotipati che gli altri propongono.

Oggi sono tutti convinti che la scienza non possa dimostrare l’esistenza dei miracoli, ma questo non lo si fa su una disamina della affermazione che espone, ma su presupposti impliciti mai discussi e mai verificati. Poichè tutti, e intendo dire proprio tutti, fino ad ora hanno detto che i miracoli non si possono dimostrare, allora si pensa che sia veramente così. Ma questa non è scienza, è solo demagogia.

La posizione dell’inverificabilità dei miracoli parte da un preconcetto positivista e ateistico, non verificato, che deriva dall’idea che i miracoli non esistono, e quindi non possono essere dimostrati e non possono essere studiati, e se accade qualcosa di fuori dalle leggi naturali allora, certo, un giorno si potrà dimostrare che è naurale che accada.

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