Famiglia, sorgente di comunione


Un libro di Mons. Renzo Bonetti, responsabile del Progetto Mistero Grande.

Sinossi: Dal coordinatore del Progetto Parrocchia-Famiglia una catechesi sulla verità teologica e spirituale della comunione vissuta in famiglia tra un uomo e una donna (complementarità, corresponsabilità, condivisione) nella coppia con i figli e sulla reciprocità tra questa comunione coniugale e quella dell’intera Chiesa e quindi in Parrocchia. Al centro il carisma della coppia come specifico della laicità e i rapporto con l’Incarnazione, la Pasqua e la Pentecoste. Il volume raccoglie le catechesi tenute dall’autore su Radio Maria tra gennaio e maggio 2004. Destinato a laici, coppie, fidanzati, sacerdoti e tutti coloro che non solo si occupano di pastorale familiare ma soprattutto di pastorale parrocchiale.

Lascerai tuo padre e tua madre / 2

Dal libro di Mimmo e Cinzia Armiento:

PREFAZIONE
di Carlo Zaccaro

Pochi ciottoli in una fionda…

La prima impressione, leggendo questo scritto uscito prorompen­te come acqua di sorgente alpina dal cuore di Mimmo e Cinzia, è di una riflessa meraviglia che si dipana al ricordo di un episodio biblico, perché ne dà, in qualche misura, ragione. Intendo riferirmi al com­battimento fra Davide e Golia (1 Sam 17 e ss.). «Poi prese in mano il bastone, si scelse cinque ciottoli lisci dal torrente e li pose nel suo sacco da pastore che gli serviva da bisaccia; prese in mano la fionda e mosse verso il Filisteo… Tu vieni a me con la spada, con la lancia e con l’asta. Io vengo a te nel nome del Signore…».

Mi pare, infatti, di potervi trovare una qualche analogia. Mim­mo e Cinzia sono scesi in campo con la giovanile audacia di David, come lui sostanzialmente disarmati — anche se nella bilancia di Mim­mo, psicologo, qualche levigato ciottolo di professionalità con gran­de discrezione vi è stato riposto — e con la fionda della loro limpi­da fede hanno mirato direttamente alla fronte del gigante che con malcelata arroganza sta surrettiziamente sfaldando le resistenze mo­rali, spirituali e culturali della nostra gioventù. Il Golia contro cui si espone ed espone la propria vita il giovane David e contro cui combatte ora la giovane coppia è l’indifferentismo della nostra ge­nerazione. Leggi tutto “Lascerai tuo padre e tua madre / 2”

Lascerai tuo padre e tua madre


Di Mimmo e Cinzia Armiento

È lungo e non privo di insidie il cammino che conduce alla libertà. Come vincere le paure? Come liberarsi dai legami che non aiutano a crescere? Come progettare il domani? Come costruire rapporti affettivi sempre più solidi? Questo libro si propone di dare risposte concrete ai giovani, chiamati a crescere nell’autonomia e a guardare con occhi nuovi al proprio futuro. Ma, allo stesso tempo, anche ai genitori e agli educatori, perché possano svolgere il loro compito formativo con sempre maggiore consapevolezza. Pagine nate dalla vita e dall’esperienza quotidiana, per offrire uno spazio di riflessione su temi di grande attualità.

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Perché una psicologia cattolica?

Dal testo: Aristotele, san Tommaso d’Aquino e la psicologia clinica, scritto da Roberto Marchesini (edizioni D’Ettoris, Crotone 2015, pp. 7-26).

Presentazione
di Stefano Parenti

[…] la visione antropologica, da cui muovono numerose correnti nel campo delle scienze psicologiche del tempo moderno, è decisamente, nel suo insieme, inconciliabile con gli elementi essenziali dell’antropologia cristiana, perché chiusa ai valori e significati che trascendono il dato immanente e che permettono all’uomo di orientarsi verso l’amore di Dio e del prossimo come sua ultima vocazione”.

San Giovanni Paolo II, L’incapacità psichica e le dichiarazione di nullità del matrimonio. Discorso al Tribunale della Rota Romana, AAS, LXXIX (1987) 1453-1459.

È per me un onore introdurre quest’ultima opera dell’amico e collega Roberto Marchesini. Un libro che può apparire esile nel peso e facile nella lettura, eppure in grado di nascondere una saggezza d’incredibile profondità. Molte verità necessitano di poche e semplici parole. Dio si presentò a Mosè sinteticamente: “Io sono Colui che sono1. A Socrate bastò un paradosso, così tipico della sua maieutica, per sconfiggere i sofisti: “So di non sapere2. San Benedetto gettò le fondamenta dell’Europa con due imperativi: “Ora et labora3. Molte delle esperienze più importanti si nascondono all’interno di forme semplici, persino banali. La vita, ad esempio, si manifesta attraverso una fragile margherita di campo. L’amore, nei gesti umili e quotidiani di una moglie che lava il bucato e prepara la cena. Cristo, centro del cosmo e della storia, addirittura attraverso un modesto pezzo di pane. L’apparenza nasconde una sostanza più profonda. È necessario oltrepassare la superficie per raggiungere l’essenza. In questa introduzione desidero accompagnare il lettore ai contenuti latenti delle pagine seguenti. Leggi tutto “Perché una psicologia cattolica?”

Aristotele, San Tommaso e la psicologia clinica

«Il merito di Roberto Marchesini è di mostrare come la conoscenza dell’antropologia tomista aiuti il professionista a comprendere più chiaramente ciò che incontra e ad individuare una modalità d’intervento pratico che sia conforme alla ragione e alla Rivelazione.

La trilogia di Marchesini sul rapporto tra psicologia e cattolicesimo, iniziata con Psicologia e cattolicesimo e proseguita con La psicologia e san Tommaso d’Aquino giunge ora a compimento con il presente scritto.

Egli prosegue l’opera di numerosi autori ignorati dalla psicologia ufficiale che hanno tentato di comprendere il disagio, la sofferenza, il disturbo psichico con i principi della filosofia tomista.

Benché i passi mancanti siano molti di più di quelli fatti, l’approccio tomista ha il merito di fare chiarezza su numerosi punti oscuri che il riduzionismo delle psicologie e la varietà quasi antinomica della selva delle psicoterapie impediscono di chiarire».

Per alcune recensioni cliccare qui.

La psicologia e san Tommaso d’Aquino

La psicologia tomista, in genere definita “psicologia razionale”, è sempre Stata vista come appartenente ad un mondo completamente diverso (quello filosofico) rispetto a quello della psicologia clinica; per questo Motivo la psicologia clinica ha sempre ignorato la “psicologia razionale”, Reputandola inutile.

Padre Duynstee e gli psicologi cattolici Anna Terruwe e Conrad Baars hanno invece avuto il coraggio di prendere in Seria considerazione la psicologia tomista e di inquadrare, tramite questa Visione antropologica, i principali disturbi clinici. Roberto Marchesini espone in modo sintetico ma esaustivo il lavoro di questi tre autori, rendendolo per la prima volta accessibile in lingua Italiana.

Qui una recensione approfondita.

Psicologia e Cattolicesimo

Allers è considerato uno dei più lucidi ed efficaci critici del sistema psicoanalitico freudiano – Louis Jugnet l’ha definito «l’anti-Freud». All’idea di uomo scisso sia al suo interno che dal mondo, Allers contrappone quella di uomo come un “intero”, ossia una interrelazione di parti non separabili l’una dalle altre e strettamente interconnesse tra loro.

Inoltre, l’uomo è intimamente legato al mondo che lo circonda. La presente opera, edita a Londra nel 1932, costituisce – insieme a The Successful Error del 1940 – la pars destruens del lavoro di Allers. In questo lavoro l’intellettuale cattolico prende in esame le basi teoriche di quelle che all’inizio del secolo scorso venivano chiamate le “nuove psicologie” – la psicoanalisi freudiana e la psicologia individuale di Adler – in contrapposizione alla psicologia sperimentale della fine del diciannovesimo secolo.

Qui una recensione approfondita.

San Giuseppe, modello per i padri di oggi in crisi

Da La Nuova Bussola Quotidiana

In preparazione della solennità di San Giuseppe sposo della Beata Vergine Maria e Patrono della Chiesa universale, che cadrà domani dato che oggi prevale la III domenica di Quaresima, ospitiamo un interessante intervento dello psicologo Stefano Parenti sulla figura di San Giuseppe come padre.

La festa dedicata a San Giuseppe è diventata per me un appuntamento sempre più importante nel corso degli anni. Prima di tutto perché sono papà di tre bambini. Poi, perché in qualità di psicoterapeuta mi capita sempre più spesso di soccorrere famiglie ferite verso cui offro, talvolta con esiti poco soddisfacenti, un sostegno al compito genitoriale. Non sono tanto le bancarelle che riempiono festosamente le vie della città, quanto piuttosto il valore simbolico della paternità di San Giuseppe ad incuriosirmi. Sembra esserci un mistero nascosto nell’essere padre (simbolico significa nascosto) che deve essere scoperto da ogni uomo perché possa vivere con pienezza – senza essere schiacciato dalla fatica – il ruolo di genitore. San Giuseppe, con il suo esempio archetipico, pare indicarci la strada.

Diversi mesi fa ho incontrato il papà e la mamma di due gioiose bambine. Lei è una impiegata d’ufficio, che sa ben gestire gli equilibri tra il lavoro e la famiglia. Anche lui è un impiegato, perlopiù insoddisfatto per la propria posizione in azienda e spesso ansioso. Mancano i soldi (ma non quelli per arrivare a fine mese, quelli per gli extra), mancano le lusinghe dei colleghi, manca il tempo e soprattutto manca lo spazio mentale per pensare ai fatti propri. Da quando è divenuto papà, infatti, ogni momento in casa è da dedicarsi alle figlie. Una fatica per lui enorme. Tanto che evita quanto più gli è possibile di giocare con loro. Nel week end è uno zombie, quando il mal di testa non lo rende nervosissimo o quando è così pigro da dormire tutto il pomeriggio.

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Codice cavalleresco per uomini del terzo millennio

Il nuovo imperdibile libro (cattolico) di Roberto Marchesini!

La parola più usata per descrivere l’ora presente è forse «crisi». Crisi economica, che dura ormai da quasi un decennio; crisi geopolitica, per la quale è sempre più difficile prevedere l’esito finale; crisi sociale, per cui vivere diventa sempre più difficile. Ma accanto a queste crisi, e forse all’origine di esse, c’è la crisi morale.
Non è solo una «crisi dei valori», come spesso si legge: l’edonista uomo occidentale contemporaneo sembra vivere in un vuoto morale. È libero di vivere secondo il proprio gusto, ma di questa libertà non sa che farsene. Avuto il suo piatto di lenticchie (l’ultimo modello di smartphone, lo status symbol del momento) si guarda intorno smarrito e angosciato.
C’è altro, nella vita? Può aspirare a qualcosa di meglio?
Come scriveva Goethe, «Vivere secondo il proprio gusto è da plebeo; l’animo nobile aspira a un ordine e a una legge».
Per tutti gli uomini che aspirano a un ordine e ad una legge, Roberto Marchesini propone questo Codice cavalleresco per l’uomo del terzo millennio.
Per pochi fortunati, per un manipolo di fratelli.

Per altre informazioni e ben tre recensioni (Costanza Miriano, Giulia Tanel della Nuova Bussola Quotidiana e Gelsomino del Guercio di Aletheia) clicca qui.