Il mio psicologo si chiama Gesù

Da Psicologia e Cattolicesimo

“Chi non conosce Carlo Nesti?” – mi ha domandato retoricamente un amico. Io non lo conosco, o meglio, non lo conoscevo! Non sapevo che fosse lui il telecronista di tante partite della Nazionale di calcio. Sapevo, invece, che era l’autore di un libro che per tanto tempo ho addocchiato in libreria: Il mio psicologo si chiama Gesù. Ma anche per quanto riguarda il libro navigavo nell’ignoranza: pensavo fosse uno di quei testi, scritti da psicologi o sacerdoti, che mescolano (giustamente) spiritualità e psicologia, ma in modo confuso e criticabile. Niente di tutto ciò. Carlo Nesti non è uno psicologo, né un sacerdote, cioè non un addetto-ai-lavori, ma un giornalista tout-court. E il suo libro non propone né una psicologia spicciola, ridotta a banale consigliera di pratiche ascetiche ad essa indipendenti, né una direzione spirituale disincarnata. Si tratta, molto semplicemente, di ciò che il Vangelo dice a proposito di alcune parole (psicologiche) della vita quotidiana: pensieri, distacco, volontà, autostima, perdono, giudizio, paura, morte, spirito, amore e tante altre.
L’autore precisa all’inizio del testo che: “Questo libro è stato scritto, interamente, nella memoria di un palmare telefonico, in auto, in aereo, in treno, e persino in piedi, camminando”. Ed aggiunge: “E’ la dimostrazione che qualsiasi momento, anche quello più insolito, è propizio per raccogliersi in se stessi, e pregare”. Dunque qualcosa di molto più di una semplice raccolta di brani che, in questa ultima edizione (la prima risale al 2013) si amplia dalle fonti del Vangelo ai passi più significativi di tutta la Bibbia. Un percorso personale, una testimonianza di fede vissuta con i mezzi e gli strumenti del terzo millennio. Perché la cosa più importante è incontrare e vivere l’esperienza di Cristo, come premette l’autore: “Dedicato a tutti coloro che hanno vissuto, vivono e vivranno con le ultime parole di Gesù, prima di salire in cielo, nel cuore e nella testa: “Ecco, io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine del mondo”.

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