Pornografia: libertà o dipendenza?

Da CulturaCattolica.it

“Fuochi verranno attizzati per testimoniare che due più due fa quattro. Spade saranno sguainate per dimostrare che le foglie sono verdi in estate” (C. K. Chesterton, Eretici, Lindau, Torino 2010, p. 243). La profezia di Chesterton, scritta ormai più di un secolo fa, si è da tempo avverata. Dobbiamo argomentare per testimoniare che l’aborto e l’eutanasia sono un omicidio. Che la vita gay è tutt’altro che “gaia” come il mondo omosessualista tende a farci credere. Che il gender è una ideologia e, checché ne dicano i ministri della repubblica, è ben presente nella realtà italiana. Per non parlare della pedofilia, del matrimonio “con se stessi”, de “l’amore” tra uomini ed animali, dei poliamori, dei divorzi, ecc. “La grande marcia della distruzione intellettuale proseguirà. Tutto sarà negato. Tutto diventerà un credo” concludeva il grande scrittore inglese. Tra le tante piaghe che l’occidente secolarizzato sta trasformando in false virtù sotto l’egida della libertà individuale, ce n’è una che passa più silenziosamente di altre: la pornografia. Anche in questo ambito bisogna difendersi da chi, al Parlamento Europeo ad esempio, propone di cancellare la dicitura secondo cui il porno nuoce “gravemente allo sviluppo fisico, mentale o morale dei minori” (cfr. Ermes Dovico). Oppure da chi sostiene che non comporti conseguenze negative anche sugli adulti, come la solitudine, l’aumento dell’aggressività, l’ansia e gravi effetti nella relazione coniugale (cfr. Tommaso Scandroglio e Benedetta Frigerio). O, ancora, molto più semplicemente, da chi propone le star del porno come modelli di vita; si pensi a Eva Henger o Rocco Siffredi, onnipresenti nel palinsesto televisivo mainstream.
Se ne era occupato, con un discreto successo, l’evangelico Antonio Morra che, giusto l’anno scorso, aveva dato alle stampe il suo approfondito PornoTossina (Verso la meta, Catania 2016). Più recentemente, la laica (ma non laicista) Thérèse Hargot, ha dedicato le prime pagine del suo denso saggio sulla Gioventù sessualmente liberata (o quasi) (Sonzogno, Venezia 2017) proprio alla piaga della pornografia.
E in ambito cattolico? Quali studi, quali proposte, quali terapie?

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