Attenzione: fare esorcismi su persone malate di mente è molto “dannoso”

da aleteia.org

L’esorcista avverte: la possessione non è per tutti, ma solo se si è corrotti e peccatori. Ecco come individuarla

di Gelsomino del Guercio

Lunedì 18/06/2018

The Last Exorcism 2010

Le possessioni diaboliche sono un fatto reale, non vanno confuse con le malattie psichiatriche ma non avvengono per caso. Sono, di norma, il frutto di una vita morale corrotta perché il diavolo ci attacca là dove siamo deboli e non smette di ingannarci.

Parola di padre Raffaele Talmelli, esorcista della diocesi di Siena, psichiatra e da psicologo, in grado di individuare il margine sottile che separa l’intervento del demonio dalle patologie mentali.

I peccatori

In un’intervista ad Avvenire (16 giugno) chiarisce: «Una malsana pubblicità ha portato a pensare che la possessione demoniaca sia una sorta di meteorite che cade dal cielo e colpisce qualche sventurato. È invece, di norma, il frutto di una vita morale corrotta. La Tradizione della Chiesa ci insegna che – fatta eccezione per alcuni santi che hanno subito esperienze diaboliche come “purificazione passiva” – “la possessione ordinariamente non avviene che in peccatori”.

Giuda

E, come ha dimostrato Giuda, prosegue Padre Talmelli, «si possono liberamente coltivare i vizi nonostante l’abbondanza delle grazie riversate da Dio. Gesù incontra il primo indemoniato in una sinagoga; l’Evangelista scrive letteralmente che quell’uomo “era dentro uno spirito impuro” (Mc 1,23) e mette così in luce quale possa essere il terribile approdo della corruzione morale».

Estratto dal film “L’esorcismo di Emily Rose” © Lakeshore Ent Corp / The Kobal Collection / AFP

Malattie dell’anima

Secondo l’esorcista «la confusione tra malattie mentali e fenomeni diabolici avviene perché spesso si parla di malattie mentali come “malattie dell’anima”. È bene essere chiari: le malattie dell’anima sono i peccati e i vizi, cioè “atti umani” che, per essere tali, richiedono la “piena avvertenza e deliberato consenso”. Il demonio ci istiga al peccato, ci incita a reiterare i comportamenti peccaminosi fino a renderli “abiti operativi stabili”, cioè vizi».

Capacità di intendere e di volere

Le malattie mentali, per loro natura, «intaccano proprio la “capacità di intendere e di volere”; ciò comporta che, per quanto esse possano produrre comportamenti riprovevoli, la responsabilità morale del soggetto agente sia fortemente condizionata dalla gravità della malattia stessa. La Chiesa da sempre invita a “rettamente distinguere” tra intervento diabolico straordinario e malattie psichiche, e a consultare “persone esperte in medicina e psichiatria, competenti anche nelle realtà spirituali” in modo da evitare clamorosi errori».

“Illusorio e dannoso”

Padre Talmelli cita un documento della Conferenza Episcopale Toscana, che nel 2014 ha pubblicato precise Indicazioni Pastorali nelle quali si stabilisce, addirittura, che “in presenza di disturbi psichici o fisici di difficile interpretazione il sacerdote non procederà al Rito dell’esorcismo maggiore […] Se una persona è affetta da disturbi psichici, praticarle preghiere di esorcismo sarebbe puramente illusorio e dannoso“.

“Caso per caso”

Valter Cascioli, psichiatra portavoce dell’Associazione Internazionale degli Esorcisti, in un’intervista ad Aleteia (luglio 2014) era già intervenuto su questo delicato tema spiegando che «il sacerdote esorcista decide caso per caso, decidendo se coinvolgere un medico psichiatra».

Questo professionista, precisava Cascioli, «deve avere una preparazione accademica ma anche spirituale. Ci sono medici che non credono all’esistenza del diavolo, non riconoscono l’attività demoniaca ordinaria o straordinaria. […] A volte gli esorcisti si trovano in difficoltà quando inviano i loro pazienti dagli psichiatri che non hanno fede e che non riconoscono il maligno».

Malattie psichiche da non confondere

Tra le malattie che possono far confondere tra disturbo psichico e possessione ci sono quelle «come la schizofrenia, il disturbo ossessivo. In un contesto di psicosi delirante potrebbe, in base ai casi, sembrare una possessione diabolica. Dobbiamo quindi considerare queste patologie con grande attenzione e con la competenza richiesta a questo scopo».

“Fuori dalla grazia di Dio”

Pertanto il portavoce degli Esorcisti chiarisce: «Molte delle cose che abbiamo menzionato coinvolgono persone che nella maggior parte dei casi vivono fuori dalla grazia di Dio, persone che vivono in situazioni di peccato mortale. È chiaro che per un credente il primo passo è riconciliarsi con Dio attraverso la preghiera, la Sacra Scrittura e i sacramenti. La persona può seguire un cammino di fede accompagnata da un padre spirituale. Ovviamente, se queste persone manifestano problemi psichici o medici possono richiedere l’aiuto di uno specialista».

Miracolo e scienza che non vuol vedere

Dal sito Psicologi Psichiatri Cattolici Veneto

Miracolo e scienza che non vuol vedere

Del dott. Daniele Malerba.

Nella Premessa di Giulio Giorello alla traduzione italiana di “Logica della scoperta sclentifica – ll carattere autocorrettivo della scienza” di Karl R. Popper (pubblicato sulla collana di filosofia della Piccola Biblioteca Einaudi nel 2010 per la traduzione di Mario Trinchero) viene ricordata una frase del proscritto di Popper all’opera originale: “voi tutti conoscerete la storia del soldato che scopri che
tutto il suo battaglione (a parte lui, naturalmente) non marciava al passo” notando non solo come Popper  dichiarava di trovarsi “costantemente” nella posizione di quel soldato  ma anche che “quando i membri del battaglione cercano di recuperare [e] questo aumenta la confusione; e siccome non sono un ammiratore della disciplina in filosofia, sono contento finché ci sono abbastanza membri del battaglione che sono sufficientemente fuori passo l’uno rispetto all’altro“.

Ora io non sono un genio come Popper, ma rivendico il diritto, e il dovere, di marciare fuori passo, di pensare che le cose possano essere viste diversamente, di non dare nulla per scontato, di cercare veramente la verità fuori dagli schemi stereotipati che gli altri propongono.

Oggi sono tutti convinti che la scienza non possa dimostrare l’esistenza dei miracoli, ma questo non lo si fa su una disamina della affermazione che espone, ma su presupposti impliciti mai discussi e mai verificati. Poichè tutti, e intendo dire proprio tutti, fino ad ora hanno detto che i miracoli non si possono dimostrare, allora si pensa che sia veramente così. Ma questa non è scienza, è solo demagogia.

La posizione dell’inverificabilità dei miracoli parte da un preconcetto positivista e ateistico, non verificato, che deriva dall’idea che i miracoli non esistono, e quindi non possono essere dimostrati e non possono essere studiati, e se accade qualcosa di fuori dalle leggi naturali allora, certo, un giorno si potrà dimostrare che è naurale che accada.

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