Le ricadute patogene della pornografia

Da CulturaCattolica.it

Continuiamo ad occuparci della pornografia, perché se ne parla poco, troppo poco.

Come cristiani sappiamo bene che la pornografia è un male. La “cosificazione” della donna, il racket, l’adulterio (“chiunque guarda una donna per desiderarla…”), la masturbazione (“fornicazione”), la divinizzazione del piacere venereo, ecc. Forse sappiamo meno bene che, come tutti i mali morali, essa comporta delle ricadute patogene. Ovvero che il guardare certe immagini modifica il pensiero, l’affetto e le relazioni non solo verso Dio, ma anche sul piano umano. Sul singolo individuo essa produce una dipendenza. Studi sperimentali hanno appurato che l’esposizione ai video pornografici altera gli equilibri sistema nervoso centrale in modo del tutto analogo all’utilizzo di sostanze psicotrope, come le droghe. Più uno si mette a guardarli più ne sente la necessità di farlo nuovamente. Nelle relazioni essa modifica la percezione dell’amato, che diviene un oggetto di gratificazione sensoriale, impedendo così un vero innamoramento e la gratuità dell’amore. Questo è il motivo per cui diversi matrimoni si frantumano quando di mezzo c’è la pornografia. Anche le amicizie ne risentono, poiché chi passa tante ore davanti allo schermo tende a chiudersi in sé, a perdere l’interesse per gli altri, sino a soffrire di veri e propri stati di depressione, oltre ad altre sintomatologie come gli attacchi di panico, l’eiaculatio precox o l’impotenza, i disturbi dell’attenzione.

C’è un modo per uscirne?

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Pornografia. Guarire si può!

Da La Nuova Bussola Quotidiana

Come ha scritto la Nuova BQ anche la settimana scorsa e il Timone nel numero di maggio, la pornografia è ormai un’emergenza, purtroppo ignorata. Grazie a PuridiCuore, un’associazione che promuove l’integrità delle relazioni umane e combatte la pornografia, comincerà a Roma, una serie di conferenze di Peter Kleponis, psicoterapeuta, e padre Sean Kilcawley, sacerdote, due esperti internazionali del problema pornografia. Dopo Roma saranno a Milano, Verona, Como, Palermo e Perugia. Abbiamo intervistato Peter Kleponis.

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Pornografia: libertà o dipendenza?

Da CulturaCattolica.it

“Fuochi verranno attizzati per testimoniare che due più due fa quattro. Spade saranno sguainate per dimostrare che le foglie sono verdi in estate” (C. K. Chesterton, Eretici, Lindau, Torino 2010, p. 243). La profezia di Chesterton, scritta ormai più di un secolo fa, si è da tempo avverata. Dobbiamo argomentare per testimoniare che l’aborto e l’eutanasia sono un omicidio. Che la vita gay è tutt’altro che “gaia” come il mondo omosessualista tende a farci credere. Che il gender è una ideologia e, checché ne dicano i ministri della repubblica, è ben presente nella realtà italiana. Per non parlare della pedofilia, del matrimonio “con se stessi”, de “l’amore” tra uomini ed animali, dei poliamori, dei divorzi, ecc. “La grande marcia della distruzione intellettuale proseguirà. Tutto sarà negato. Tutto diventerà un credo” concludeva il grande scrittore inglese. Tra le tante piaghe che l’occidente secolarizzato sta trasformando in false virtù sotto l’egida della libertà individuale, ce n’è una che passa più silenziosamente di altre: la pornografia. Anche in questo ambito bisogna difendersi da chi, al Parlamento Europeo ad esempio, propone di cancellare la dicitura secondo cui il porno nuoce “gravemente allo sviluppo fisico, mentale o morale dei minori” (cfr. Ermes Dovico). Oppure da chi sostiene che non comporti conseguenze negative anche sugli adulti, come la solitudine, l’aumento dell’aggressività, l’ansia e gravi effetti nella relazione coniugale (cfr. Tommaso Scandroglio e Benedetta Frigerio). O, ancora, molto più semplicemente, da chi propone le star del porno come modelli di vita; si pensi a Eva Henger o Rocco Siffredi, onnipresenti nel palinsesto televisivo mainstream.
Se ne era occupato, con un discreto successo, l’evangelico Antonio Morra che, giusto l’anno scorso, aveva dato alle stampe il suo approfondito PornoTossina (Verso la meta, Catania 2016). Più recentemente, la laica (ma non laicista) Thérèse Hargot, ha dedicato le prime pagine del suo denso saggio sulla Gioventù sessualmente liberata (o quasi) (Sonzogno, Venezia 2017) proprio alla piaga della pornografia.
E in ambito cattolico? Quali studi, quali proposte, quali terapie?

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Puri di Cuore

La pornografia è una piaga del nostro tempo. A volte nemmeno la si riconosce, né si conoscono i suoi effetti, simili a quelli di una vera e propria droga. Ma anche quando si coglie il problema…come affrontarlo?

Ebbene c’è un’associazione in Italia che si occupa di questo tema. Si chiama Puri di cuore, che promuove una cultura dell’integrità.