Chiesa e psicologia: se ne può parlare?

Dal sito Cultura Cattolica

venerdì 7 aprile 2017

Stefano Parenti replica a Mastrofini su «Chiesa e psicologia». Un confronto approfondito

In un pomeriggio di ferie dello scorso Natale, costretto a cullare per la città il mio terzogenito da poco arrivato (pena: pianti e lacrime!), trovai rifugio dal freddo presso la biblioteca comunale. Dopo aver girovagato tra alcuni reparti d’interesse, l’occhio fu attirato da “Psicologia contemporanea”, una delle riviste di psicologia più divulgate. Solitamente evito tali letture, perché sono il veicolo di concezioni alquanto discutibili, al di là della facciata apparentemente “scientifica”. Il direttore del numero che presi tra le mani era ancora la celebre Anna Oliverio Ferraris, la quale ha più volte proposto ricostruzioni storiche opinabili nei confronti del cristianesimo e del medioevo. Ricordo, ad esempio, un suo libro in cui si trovano i seguenti giudizi: “Per quanto riguarda l’impegno nel mondo, la posizione dei primi cristiani assomiglia a quella dei filosofi stoici romani. […] Il valore infinito dell’individuo cristiano era direttamente connesso alla svalutazione delle cose di questo mondo […]. Una tappa importante per l’impegno attivo dell’uomo nel mondo occidentale è rappresentata dalla riforma protestante, e in particolare dal ruolo svolto da Calvino (1509-1564). Con lui declina il dualismo presente fino a quel momento nel mondo occidentale cristiano […]” (Anna Oliverio Ferraris, La ricerca dell’identità, Giunti, Firenze 2002, pp. 46-48). Nonostante, dunque, una certa diffidenza, non potei evitare d’interessarmi ad uno degli ultimi articoli del numero di maggio-giugno del 2016, dal titolo: “Chiesa, teologia, psicologia. I perché di un difficile dialogo”. Lo lessi cullando la carrozzina e poi ne richiesi una copia, per studiarlo con calma.

L’autore, Fabrizio Mastrofini, è psicologo e giornalista, autore di numerose pubblicazioni divulgative, molte delle quali riguardanti la Chiesa, ad esempio: Preti sul lettino (Giunti, 2010), Testimoni nell’era digitale. Comunicazione e vita consacrata (Rogate, 2010), Preti e suore oggi (con Giuseppe Crea, EDB 2012), Ratzinger per non credenti (Laterza, 2007), Per sempre? Come sono cambiati frati e suore in Italia (Cantagalli, 2009), Sette regole per una parrocchia felice (EDB 2016), Geopolitica della Chiesa cattolica (Laterza, 2006).
Al di là delle referenze, la riflessione di Mastrofini mi lasciò alquanto perplesso. Analizziamone i due punti principali.