San Giuseppe, modello per i padri di oggi in crisi

Da La Nuova Bussola Quotidiana

In preparazione della solennità di San Giuseppe sposo della Beata Vergine Maria e Patrono della Chiesa universale, che cadrà domani dato che oggi prevale la III domenica di Quaresima, ospitiamo un interessante intervento dello psicologo Stefano Parenti sulla figura di San Giuseppe come padre.

La festa dedicata a San Giuseppe è diventata per me un appuntamento sempre più importante nel corso degli anni. Prima di tutto perché sono papà di tre bambini. Poi, perché in qualità di psicoterapeuta mi capita sempre più spesso di soccorrere famiglie ferite verso cui offro, talvolta con esiti poco soddisfacenti, un sostegno al compito genitoriale. Non sono tanto le bancarelle che riempiono festosamente le vie della città, quanto piuttosto il valore simbolico della paternità di San Giuseppe ad incuriosirmi. Sembra esserci un mistero nascosto nell’essere padre (simbolico significa nascosto) che deve essere scoperto da ogni uomo perché possa vivere con pienezza – senza essere schiacciato dalla fatica – il ruolo di genitore. San Giuseppe, con il suo esempio archetipico, pare indicarci la strada.

Diversi mesi fa ho incontrato il papà e la mamma di due gioiose bambine. Lei è una impiegata d’ufficio, che sa ben gestire gli equilibri tra il lavoro e la famiglia. Anche lui è un impiegato, perlopiù insoddisfatto per la propria posizione in azienda e spesso ansioso. Mancano i soldi (ma non quelli per arrivare a fine mese, quelli per gli extra), mancano le lusinghe dei colleghi, manca il tempo e soprattutto manca lo spazio mentale per pensare ai fatti propri. Da quando è divenuto papà, infatti, ogni momento in casa è da dedicarsi alle figlie. Una fatica per lui enorme. Tanto che evita quanto più gli è possibile di giocare con loro. Nel week end è uno zombie, quando il mal di testa non lo rende nervosissimo o quando è così pigro da dormire tutto il pomeriggio.

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