Perché una psicologia cattolica?

Dal testo: Aristotele, san Tommaso d’Aquino e la psicologia clinica, scritto da Roberto Marchesini (edizioni D’Ettoris, Crotone 2015, pp. 7-26).

Presentazione
di Stefano Parenti

[…] la visione antropologica, da cui muovono numerose correnti nel campo delle scienze psicologiche del tempo moderno, è decisamente, nel suo insieme, inconciliabile con gli elementi essenziali dell’antropologia cristiana, perché chiusa ai valori e significati che trascendono il dato immanente e che permettono all’uomo di orientarsi verso l’amore di Dio e del prossimo come sua ultima vocazione”.

San Giovanni Paolo II, L’incapacità psichica e le dichiarazione di nullità del matrimonio. Discorso al Tribunale della Rota Romana, AAS, LXXIX (1987) 1453-1459.

È per me un onore introdurre quest’ultima opera dell’amico e collega Roberto Marchesini. Un libro che può apparire esile nel peso e facile nella lettura, eppure in grado di nascondere una saggezza d’incredibile profondità. Molte verità necessitano di poche e semplici parole. Dio si presentò a Mosè sinteticamente: “Io sono Colui che sono1. A Socrate bastò un paradosso, così tipico della sua maieutica, per sconfiggere i sofisti: “So di non sapere2. San Benedetto gettò le fondamenta dell’Europa con due imperativi: “Ora et labora3. Molte delle esperienze più importanti si nascondono all’interno di forme semplici, persino banali. La vita, ad esempio, si manifesta attraverso una fragile margherita di campo. L’amore, nei gesti umili e quotidiani di una moglie che lava il bucato e prepara la cena. Cristo, centro del cosmo e della storia, addirittura attraverso un modesto pezzo di pane. L’apparenza nasconde una sostanza più profonda. È necessario oltrepassare la superficie per raggiungere l’essenza. In questa introduzione desidero accompagnare il lettore ai contenuti latenti delle pagine seguenti. Leggi tutto “Perché una psicologia cattolica?”

Aristotele, San Tommaso e la psicologia clinica

«Il merito di Roberto Marchesini è di mostrare come la conoscenza dell’antropologia tomista aiuti il professionista a comprendere più chiaramente ciò che incontra e ad individuare una modalità d’intervento pratico che sia conforme alla ragione e alla Rivelazione.

La trilogia di Marchesini sul rapporto tra psicologia e cattolicesimo, iniziata con Psicologia e cattolicesimo e proseguita con La psicologia e san Tommaso d’Aquino giunge ora a compimento con il presente scritto.

Egli prosegue l’opera di numerosi autori ignorati dalla psicologia ufficiale che hanno tentato di comprendere il disagio, la sofferenza, il disturbo psichico con i principi della filosofia tomista.

Benché i passi mancanti siano molti di più di quelli fatti, l’approccio tomista ha il merito di fare chiarezza su numerosi punti oscuri che il riduzionismo delle psicologie e la varietà quasi antinomica della selva delle psicoterapie impediscono di chiarire».

Per alcune recensioni cliccare qui.

Fondamenti per una psicoterapia della virtù

Dal blog Psicologia e Cattolicesimo

Fondamenti per una psicoterapia della virtù – Craig Titus & Frank Moncher

Con il seguente articolo, concludiamo l’approfondimento sul modello dell’Institute for Psychological Science di Arlinghton, negli Stati Uniti. Anche se, ora, sarebbe più preciso chiamarlo il modello della Divine Mercy University, dal momento che l’istituto si è riorganizzato diventando parte di un’università più ampia, sempre di stampo Cattolico. Abbiamo constatato che l’impegno di questi ricercatori, tra di loro eterogenei, è rivolto ad una sintesi tra l’eredità filosofica e teologica della Chiesa, da una parte, e le prospettive della psicoterapia contemporanea, dall’altra. L’elemento unificatore da loro scelto è il pensiero di San Tommaso d’Aquino. Possiamo dunque ben “classificare” la loro proposta come “integrazionista” e non “assimilazionista”, cioè fondata sui contenuti del Magistero più che sull’adesione ad una scuola psicologica contemporanea. Mentre l’assimilazionismo implica una fusione a freddo tra due concezioni fondamentalmente distanti, a discapito delle differenze reciproche, l’integrazionismo è l’incontro dell’antropologia cristiana con gli aspetti di verità contenuti nei sistemi di pensiero contemporanei, all’interno di un riconoscimento delle differenze – di storia, di obiettivi, di presupposti.
Nel modello dell’IPS emerge chiaramente la consapevolezza dell’esistenza di una psicologia tomista tout-court, in grado di dialogare con le impostazioni novecentesche ma anche di esserne indipendente e, persino, fondante. E’ un approccio diverso da quello della “scuola argentina”, ma che punta verso la stessa direzione – una psicoterapia pienamente cristiana – attraverso il medesimo strumento – il tomismo. Il seguente articolo raccoglie in sé gli aspetti caratterizzanti del modello dell’IPS: dialogo con la psicologia positiva di Martin Seligman, radicamento in un’antropologia ben definita (tomismo) e focus sull’emotività, ricorso all’educazione delle virtù come strumento della psicoterapia. Inoltre, il testo descrive il percorso terapeutico di una paziente, permettendo così un’esemplificazione clinica oltre che un’approfondimento teorico. Si ringraziano gli autori per la concessione.

Per continuare a leggere clicca qui.